top-olo navigation menu


<-- <-- -->
scarica il programma in .pdfita | slo | eng
 
venerdì 2 luglio
alle sei della sera Apertura.
Parole autorevoli per la XXVIII Stazione_Postaja
a seguire, in piazzetta Glasovi iz čakalnice | Voci dalla Sala d’Aspetto
Klarisa Jovanović, voce; Luka Ropret, chitarra
in collaborazione con cooperativa culturale Maja, "Across the border 2021"
con il buio, al cinema Bill Morrison, 4 corti in tempore clausurae
nella notte Le stelle di Topolò saranno sempre
per voce ed elettronica al buio, con Patrizia Oliva
in collaborazione con progetto Slow Light-Seeking Darkness
da oggi al 4 luglio, all’Ambasciata di Norvegia Appunti per un film Ucraino
videoinstallazione di Micol Roubini
da oggi a domenica 18 luglio, in uno spazio coperto ToBe Continued 2021.
Maratona sonora in occasione del World TB Day
da oggi al 8 luglio, grotta di casa Mihacova Ecouter le monde. I suoni della Terra
progetto audio di Monica Fantini-Radio France Internationale
da oggi a giovedì 8 luglio, vecchia scuola Il viaggio di Sagar.
Video del regista nepalese Sagar Gahatraj
sabato 3 luglio
di mattina, nella selva Come una Cantica. A riveder le stelle
lettura in più lingue di 11 canti dell’Inferno di Dante
nel pomeriggio Inaugurazione della panchina sonora
in collaborazione con il festival ll suono in mostra
a seguire, esterno di casa Juliova Release, per piano solo
con Francesco Imbriaco
poi, in piazzetta Gli Estinti. Anime che furono e che sono
con la redazione di CTRL Magazine
con il buio, al cinema La strada per le montagne, un film di Micol Roubini
presentato dall’Autrice e da Alina Marazzi
domenica 4 luglio
Senjam, festa tradizionale del paese
verso le cinque della sera Voci dalla Sala d’Aspetto | Glasovi iz čakalnice
La linea del rattoppo. Incontro con la poeta Luisa Gastaldo
Poetikon 95. Incontro con Rodolfo Zucco
a seguire, esterno casa Juliova Festival internazionale “Viktor Ullmann”. Esuli
Luisa Franco, flauto; Fabio Zanin, pianoforte
musiche di Ernest Bloch e Bohuslav Martinu
in coda Il misterioso libro di Topolò
un libro e una indagine di Davide Casali
con il buio, al cinema Raccontare storie vere
video a cura dell’ Accademia d’Arte di Nova Gorica
da giovedì 8 a domenica 18 Pleasure Rocks,riprese video
un progetto partecipato, coordinato da Titta C.Raccagni
venerdì 9 luglio  
per i 20 anni della approvazione della legge sulla protezione della minoranza slovena in FVG
verso sera, nei pressi del cinema Fajnabanda Jukebox. Canti e altri canti
all’imbrunire, verso le nove della sera, al cinema DuelloDiPolisemia
con Giacomo Pedini (Mittelfest), Antonio Lerario (SISSA-Trieste) e Stefano Quaglia (Univ. Graz)
una creazione Mittelfest nell’ambito di Mittelland per SdT_PT
con il buio, al cinema Predis
un documentario di Massimo Garlatti-Costa
da oggi a venerdi 16, in diversi luoghi e situazioni From all over the world. Da tutto il mondo
con Veronika Vitazkova, flauti e duduk
da oggi a domenica 18,
grotta di casa Mihacova
Sull’inforestarsi. Storia di Ultima che diventa bosco
Tavole con video, racconto di Titta C.Raccagni; disegno di Elena Rucli
da oggi a domenica 18, nella vecchia scuola Beautiful as the flip side of ugly – voicing a sound space
audio installazione di Line Horneland
questa notte e domani notte SternenKlang
installazione interattiva di Alessandro Fogar
in collaborazione con progetto Slow Light-Seeking Darkness, in cooperazione con Klanghaus e il supporto di Kulturstiftung Kärnten e Alpe Adria.
da oggi a domenica 18, Ambasciata di Norvegia Hitza Basa
video-audio installazione di Audiolab-Luca Rullo
sabato 10 luglio  
di mattina, nel bosco Come una Cantica. A salire alle stelle
lettura in più lingue di 11 canti del Purgatorio di Dante
verso le cinque della sera, esterno di casa Juliova Limes - Lyme
Carlo Corazza, narrazione e pianoforte
a seguire Glasovi iz čakalnice | Voci dalla Sala d’Aspetto
Il bianco si lava a novanta.
Incontro con la scrittrice Bronja Žakelj e il traduttore Michele Obit
a cura del Kulturno Društvo Ivan Trinko
con il buio, al cinema Suole di vento
un documentario di Felice Pesoli presentato da Gianfilippo Pedote
domenica 11 luglio  
poco dopo l’alba e lungo la mattina Preghiera laica per il paese di Topolò
Paolo Forte, improvvisazioni per fisarmonica
in tarda mattinata Album dei Giuramenti e Tavole dei Giuramenti
con Cesare Ronconi e Mariangela Gualtieri
verso le cinque della sera, in piazzetta Oltre questo confine
Giorgio Parisi, clarinetti; Paolo Forte, fisarmonica
in collaborazione con Kino Istra - Cinema Istria
a seguire Glasovi iz čakalnice | Voci dalla Sala d’Aspetto
Quotidiano innamoramento
Rito sonoro di Mariangela Gualtieri
con il buio, al cinema Ti porto al sicuro. L’emigrazione ebraica dal porto di Trieste
un progetto coordinato da Tommaso Chiarandini
con Cosimo Miorelli, live painting; Davide Casali, clarinetto; Manuel Figheli, fisarmonica; Roberta Colacino e Maurizio Zacchigna, voci narranti
da martedì 13 a giovedì 15, nel bosco Danzare la foresta. Cantiere partecipativo per bambine/i
condotto da Barbara Stimoli
venerdì 16 luglio  
questa notte e domani notte SternenKlang
installazione interattiva di Alessandro Fogar
verso le cinque della sera, casa Juliova Dotik
On seeds and intimacy
incontro con l’artista svizzera Kim Lang
a seguire Dotik
incontro con la musicista norvegese Line Horneland
quindi, in piazzetta Glasovi iz čakalnice | Voci dalla Sala d’Aspetto
Trattato di medicina in 19 racconti e 1/2.
incontro con lo scrittore Arben Dedja
con il buio, in piazza grande Le cose per cui è bello lottare
con Pif
nella notte, al cinema Veronika Vitazkova, ethnic woodwinds; Luca Rullo, electronics
sabato 17 luglio  
di mattina, alla stella di Zorio Come una Cantica. Il sole e l’altre stelle
Lettura in più lingue di 11 canti del Paradiso di Dante
in collaborazione con progetto Ikarus
verso le cinque della sera, in piazzetta Presentazione del progetto Ikarus - Integrazione, Cultura, Ambiente, Rurale, Sostenibile
a seguire Dotik
incontro con il sound-artista basco Luca Rullo
a seguire Glasovi iz čakalnice | Voci dalla Sala d’Aspetto
Potepuški okruški.
con la scrittrice Irena Cerar e Katja Roš
con il buio, in piazza grande Concerto de Les Tambours de Topolò
nella notte, al cinema The dreams
Antonio Della Marina, sax; Alessandra Zucchi, proiezioni
domenica 18 luglio  
di mattina, sul sentiero che porta al mulino Robida 7
presentazione del nuovo numero della rivista
verso le cinque della sera Artist Residency Gubana
un progetto di Studio Wild per Topolò
a seguire Sócrates. L’immortalità della rivolta
una graphic-novel di Marco Gnaccolini e Cosimo Miorelli
con il buio, in piazza grande Scrivere coi piedi
Paolo Rumiz, narrazione, Cosimo Miorelli, live painting

La partecipazione a tutti gli eventi e ai cantieri è gratuita.
Programma aggiornato su: www.stazioneditopolo.it












Stazione di Topolò · Postaja Topolove
è realizzata da
Associazione Topolò - Topoluove

con il patrocinio e la collaborazione
Comune di Grimacco/Garmak (Udine)

con il contributo
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia | Assessorato alla cultura
Fondazione Friuli

con il sostegno di
Urad Vlade RS za Slovence v zamejstvu in po svetu
SKGZ
Project “Slow Light-Seeking Darkness” - Klanghaus - Kulturstiftung Kärnten
IKARUS - Integrazione, Cultura, Ambiente, Rurale, Sostenibile
Cooperativa culturale Maja “Across the border 2021”
Kulturno Društvo “Ivan Trinko”

in collaborazione con
Associazione Mittelfest, Akademija Umetnosti v Novi Gorici,
Kino Otok-Isola Cinema, Kino Istra
Festival “Viktor Ullmann”, Festival “Il suono in mostra”,
Unikum-Klagenfurt, ProLoco Nediške Doline, Associazione Robida,
Cerneaz Pianoforti, Entract-Udine

direzione artistica Moreno Miorelli
direttore tecnico Valerio Bergnach
Voci dalla sala d’aspetto | Glasovi iz čakalnice Antonella Bukovaz

info: morenomior@gmail.com
+39 335 5643017


Quattro corti in tempore clausurae

Bill Morrison, New York

E’ dal 1995 che la Stazione ha il grande piacere e l’onore di ospitare le opere del regista americano Bill Morrison. L’opportunità fu data dalla presenza, a metà dei Novanta, di Morrison a Villorba, all’interno del progetto Fabrica, all’epoca costruito e diretto da Godfrey Reggio e Gianfilippo Pedote. Da quell’anno, Bill, oggi acclamatissimo, è stato più volte da noi, spesso presentando in prima visione le sue creazioni, basate sul recupero di vecchie pellicole, spesso deteriorate dal tempo o da fattori atmosferici. Notevoli, sempre, le colonne sonore, mai di sottofondo ma parte integrante dei suoi lavori, affidate a musicisti come SteveReich, Bill Frisell, Michael Gordon, David Lang e molti altri. Quest’anno proietteremo quattro corti nati durante la pandemia.

- Sunken Films (11’). Una collezione di cortometraggi che sono stati trovati, o rimangono, sul fondo dell’oceano.
- Curly takes a bath by the sea (4’45’’). Girato dal mio gatto durante il lockdown, ed inciso dal chitarrista Bill Frisell. In memoria di Hal Willner (1956-2020)
- The ring (7’30’’). La stampa in 35mm “Love of a Blonde” danneggiata dal caldo di Milos Forman, è reimmaginata in un cortometraggio che vede protagonista un anello che diffonde una malattia trasmissibile. Musica di Yo La Tengo.
- Wild Girl (5’20’’). Un filmato preso dalla stampa deteriorata in nitrato di “Wild Girl”, che vede Eva Tanguay nel ruolo principale, è stato presenvato come un corto silenzioso. Tanguay (1878-1947), una performer di vaudeville molto popolare all’inizio del XX secolo, fu forse la prima attrice a raggiungere la celebrità sui mass media. È vista qui come un esemplare, una farfalla appuntata dietro il vetro del tempo.

al buio sotto le stelle

Patrizia Oliva, voce, elettronica

Questa mia musica è dedicata alle stelle di Topolò, che ogni anno puntualmente ridisegnano il cielo. Ci guardano e noi guardiamo loro, così si crea quella corrispondenza che tanto eleva il nostro spirito.... siamo fatti della stessa materia.

Il concerto inaugura la collaborazione di Stazione di Topolò con il progetto internazionale Slow Light - Seeking Darkness, in cooperazione con Klanghaus e il supporto di Kulturstiftung Kärnten e Alpe Adria.

Patrizia Oliva è una cantante, autrice, improvvisatrice di musica di ricerca che attraversa l’elettronica, l’elettroacustica, il free jazz e la performing arts.
La sua ricerca è volta ad una ridefinizione della cantante solista contemporanea.
Negli anni ha suonato tra gli altri con Evan Parker, Gino Robair, Tristan Honsinger, Pamelia Kurstin, Edoardo Marraffa, Tomeka Reid, Martin Mayes, Linda Sharrock, Anthea Caddy, Liz Albee, Stefano Giust, Lotte Ankar e molti altri.

www.patriziaoliva.wordpress.com

ToBe Continued 2021

Maratona sonora in occasione del World TB Day

ToBe Continued, 11° edizione. Giornata mondiale contro la Tubercolosi dalle 00.00 fino a mezzanotte (GMT + 1) del 24 marzo 2021 Suoni dalla Stazione di Topolò nel mondo e ritorno ToBe Continued è una maratona sonora della durata di 24 ore (dalle ore 00.00 alla mezzanotte del 24 marzo, GMT + 1), durante il quale musicisti provenienti da molte parti del mondo si collegano ad un sito web che trasmette i loro concerti live. Durante questa ininterrotta maratona di 24 ore (ToBe Continued... appunto) ogni musicista ha a disposizione una finestra di 30 minuti, creando così una staffetta di suoni e ritmi che spaziano tra i diversi flussi della "nuova musica". L'intera iniziativa è sotto l'egida del Global Health Incubator di Topolò, il 'laboratorio' istituito nel luglio 2009 per creare collegamenti tra il mondo della creatività e quello della scienza. I musicisti partecipanti trasmettono da molti Paesi diversi tra cui Cile, Costa Rica, Cina, Iran, Malesia, Guatemala, Argentina, Egitto, Stati Uniti, Giappone, Canada, Brasile, Australia, Marocco, Armenia, Zimbabwe, Costa d'Avorio, Camerun, Turchia e molti paesi europei, UE e non, creando un simbolico giro del mondo in 48 tappe. L'evento si avvale della collaborazione di UNIKUM - Centro Culturale dell'Università di Klagenfurt, che fornisce le strutture per il coordinamento dei concerti e del patrocinio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e dell'Università degli Studi di Milano.

Il viaggio di Sagar

Video del regista nepalese Sagar Gahatraj

Dalla fine di giugno alla fine di settembre, Topolò e la Stazione ospitano il giovane regista nepalese Sagar Gahtraj. Il perché del suo essere tra noi è spiegato dalle sue parole

Mi chiamo Sagar Gahatraj. Sono un regista e produttore indipendente nepalese. Attualmente sto conseguendo un master in Media Art and Practices presso l'Università di Nova Gorica, in Slovenia. Sono specializzato in regia cinematografica e ho una laurea in regia alla Tribhuvan University, in Nepal. L'obiettivo del mio viaggio cinematografico è ricercare e ri-raccontare storie della mia regione e creare un cinema stimolante e significativo in una forma e un linguaggio cinematografico non convenzionali, ma comprensibili.
Fino ad ora, ho lavorato a circa 70 progetti, tra questi ho diretto circa 20 cortometraggi / documentari / video promozionali, montato oltre 60 video, fatto cinematografia per 16 progetti e assistito alla creazione di VFX in 1 lungometraggio. Al momento sto lavorando alla post-produzione del film del mio Master ,intitolato "In the Nation of Car Lovers", e sto anche lavorando ad un documento di ricerca sul cinema e l'attivismo.
Oltre a ciò, sto vivendo uno stile di vita vegano da 6 anni e sono un seguace della Tecnica di Meditazione Vipasana.
Dopo la laurea, ho intenzione di andare in Nepal, avviare una casa di produzione cinematografica nel villaggio dei miei nonni e lavorare come imprenditore. Non vedo l'ora di apprendere la vita rurale e utilizzare questa esperienza per realizzare film.
Quando ho parlato della mia idea a Rene Rusjan della School of Arts, mi ha raccontato della Stazione di Topolò-Postaja Topolove e mi ha spiegato come questa esperienza sia nata con idee simili alle mie. Quindi, ho pensato che poter visitare Topolò per uno stage e vedere come funzionano le cose, sarebbe stata un'esperienza estremamente formativa e cruciale. Non vedo l'ora di sperimentare una cultura diversa, incontrare artisti che la pensano allo stesso modo e ampliare la mia visione del mondo. Credo che questa esperienza giocherà un ruolo significativo nella formazione del mio futuro.

Come una Cantica

Lettura in più lingue di 11x3 Canti della Divina Commedia
in collaborazione con IKARUS - Integrazione, Cultura, Ambiente, Rurale, Sostenibile

Per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, la Stazione onora il Poeta con tre letture, ognuna di undici canti per cantica: le letture, affidate a volontari, accolgono anche alcune tra le moltissime traduzioni della Commedia: in inglese, portoghese, spagnolo, norvegese, basco, urdu, friulano, sloveno, lette da artisti madrelingua ospiti della Stazione. Nelle mattine di sabato 3, 10 e 17 luglio, si entrerà “nella selva” che circonda il paese in compagnia dei lettori e dei musicisti che accompagnano le letture. Il numero 11 non è casuale in quanto si vuole, così facendo, creare un’unica cantica dantesca, composta com’è noto da 33 canti.
Come una Cantica è in collaborazione con il progetto IKARUS - Integrazione, Cultura, Ambiente, Rurale, Sostenibile.Il progetto è uno degli otto vincitori del bando Borghi in festival, del Ministero della Cultura. Capofila è il comune di Stregna, nelle Valli del Natisone.
Il sindaco di Stregna, Luca Postregna, presenta il progetto al termine del terzo appuntamento.

Release, per piano solo

Francesco Imbriaco, Cividale del Friuli

La mia idea è quella di creare un flusso unico, non una sequenza di brani separati ma una suite in cui i brani sono tutti legati tra loro (durata 35 minuti circa). L'idea alla base del progetto è appunto la parola 'release', il lasciar andare qualcosa, oppure lasciarsi andare. Per questo con i brani scelti vorrei creare un percorso in cui partire da uno stato di quiete e serenità ('attesa' appunto), per poi passare per una fase centrale più oscura e tormentata e concludere con 'unwind' e 'fade' ad accompagnare questo lasciar andare in maniera dolce e distesa.

Nato e cresciuto a Cividale del Friuli. Scrive, canta e suona chitarre e tastiere nel gruppo Cinque Uomini sulla Cassa del Morto. Diplomato al conservatorio di Udine in Canto Jazz nel 2020, attualmente studia Musica per Film presso il conservatorio di Bologna. Ha pubblicato due lavori di composizioni inedite: Rooms (2019), per pianoforte e quartetto d’archi, e Dal Silenzio, Storie (2020), musiche per pianoforte, armonium, quartetto d’archi e quartetto vocale, composte per un percorso etnografico dedicato al Monastero di Santa Maria in Valle di Cividale. La sua musica affonda le radici nel panorama neoclassico contemporaneo.
Prossimamente vedrà la luce il suo terzo lavoro, Release, che presenta a Topolò; una suite per piano solo ideata e suonata come in un unico respiro, per prendere fiato e lasciarsi andare.

Incontro con CTRL magazine

Una delle più sorprendenti ed entusiasmanti riviste italiane, CTRL, ci presenta la sua ultima raccolta di perle umane: Gli Estinti, parte finale della Trilogia Normalissima, che comprende Gli Ultrauomini e I Dimezzati.

Gli Estinti, Anime e luoghi che furono e che sono, contiene 18 reportage narrativi, 1 reportage fotografico, 1 lettera dal XXIII secolo. A presentarci queste storie straordinarie di tutti i giorni, di uomini e luoghi fuori dai radar, sono il direttore, Nicola Feninno con Ndack ‘Mbaye e altri redattori.

La strada per le montagne

un film di Micol Roubini
Francia, Italia; 2019; 84’

La strada per le montagne è la ricerca della casa appartenuta a mio nonno e ritratta in una fotografia risalente al 1919. Al centro di un remoto villaggio dell’Ucraina occidentale, una vasta area misteriosamente inaccessibile: guardie armate perlustrano il territorio giorno e notte. Senza alcuna ragione apparente.

Micol Roubini (Milano, 1982)
Si è diplomata in Pittura nel 2007 presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano e nel 2008 in Tecnologie dell’audio presso l’IrMus, dipartimento della Scuola Civica di Milano.
La sua ricerca si basa sull’analisi delle stratificazioni culturali, sociali, politiche ed economiche di una data realtà, è incentrata sul rapporto tra memoria e oralità, sui territori marginali e la loro antropizzazione, sulle migrazioni interne, sugli elementi di transizione e conflitto determinati dal trascorrere del tempo. Artista e regista, utilizza principalmente il video, il suono e la scrittura nell’elaborazione di progetti site-specific che ha esposto in diverse mostre personali e collettive, in Italia e all’estero. Dal 2010 ha collaborato nel duo Casali+Roubini. È co-fondatrice de L’Altauro, casa di produzione per lo sviluppo di lavori di arte, cinema e documentario d’autore. Nel 2019, il suo primo lungometraggio La strada per le montagne– film ibrido tra documentario e finzione– viene presentato al Centre Pompidou in competizione al 41°Cinema du Réel e proiettato successivamente in diversi altri festival europei tra cui Docudays, IsReal, International Film Festival Innsbruck, Filmmaker e Trieste film festival, dove vince il Premio Corso Salani per il miglior film indipendente italiano non distribuito.

Incontro con Luisa Gastaldo

presentazione di La linea del rattoppo (Qudu, 2020)

Guarda guarda
una mappa – dopo tanto
camminare che sollievo incappare
finalmente nel tondino stampato in rosso

e come rassicura la notizia
la scritta perentoria _ VOI SIETE
QUI

Luisa Gastaldo vive a Udine. Ha pubblicato La culla sospesa (KappaVu 2011), Della tua voce (ivi 2013), La linea del rattoppo (Qudu 2020), Luoghi eventuali («Crocevia» 23, 2021). È presente nelle raccolte collettanee Sepegrepetipi. (KappaVu 2009), Fiabesca. (ivi 2012), Eroine del mito. (ivi 2017) e nelle antologie Cronache da Rapa Nui (CFR 2013), Fil Rouge (ivi 2015) e Non ti curar di me se il cuor ti manca 2 (Qudu 2016). Sue poesie sono tradotte in sloveno, tedesco e ceco. Fa parte del gruppo “Anna Achmatova” e del P.E.N. Trieste.

Parole con Rodolfo Zucco

presentazione di Poetikon 95 Poesia contemporanea slovena in italiano – Passo doppio

Nekdo je obrusil robove tvojih hiš,
da se sveti v soncu
rezilo za bitko.
Kot prvič stopam skozte,
ko zapičiš nohte poletja za vrat,
da spolzi navzdol
sraga do koraka,
ki je stopil v izgnanstvo.
(…)
Miljana Cunta

Rodolfo Zucco è nato a Fonzaso (BL) nel 1966; vive e insegna a Udine. Ha curato per Mondadori I versi della vita di Giudici (2000), L’opera poetica di Raboni (2006) e Tutte le poesie di Bandini (2018). I suoi libri sono Gli ospiti discreti. Nove studi su poeti italiani (1936-2000) (Aragno 2013), Visite al frutteto. Sulla poesia di Eugenio De Signoribus (Biblion 2017), Bubuluz (edizioni del verri 2017), Libro di incontri e di letture (La Luna 2021).

Festival “Viktor Ullmann”

Bloch - Martinu, sonate per flauto e pianoforte
Luisa Franco, flauto; Fabio Zanin, pianoforte

Ernest Bloch, compositore nato a Ginevra, lasciò l’Europa tormentata dalla guerra per rifugiarsi in America. Lo stesso fece il compositore di origini ceche Bohuslav Martinu.
Due loro sonate per flauto e pianoforte verranno eseguite dal Duo Franco/Zanin alla Stazione di Topolò, nell’ambito del Festival Viktor Ullmann, festival dedicato alla musica di quei compositori che sono stati perseguitati, esiliati o uccisi, durante la Seconda Guerra Mondiale, a causa della loro arte, del loro pensiero o semplicemente del loro esistere. Dalla prima edizione, il Festival Viktor Ullmann fa tappa a Topolò.

Il Duo, formato da Luisa Franco al flauto traverso e da Fabio Zanin al pianoforte, si esibirà per la prima volta in occasione di questo concerto, in cui si confronterà con musiche di intima meditazione e di intensa energia ritmica.

Raccontare storie vere

Akademija umetnosti Univerza - Novi Gorici / University of Nova Gorica School of Arts, (Slovenia)

Il programma contiene sei film documentari realizzati in un workshop nell’aprile 2021, guidato dai mentori ospiti Ludovica Fales e Tomas Sheridan, presso l’Accademia d’Arte dell'Università di Nova Gorica (Slovenia). A causa del blocco covid, il seminario è stato condotto da remoto, online. Solo una piccola parte degli studenti si trovava nelle vicinanze di Nova Gorica, il resto lavorava da casa in altre parti della Slovenia, nei Balcani, in Ucraina, in Russia, in Kazakistan, in Pakistan, ecc. Tuttavia, questa non era la caratteristica principale del workshop. L’importante era la capacità che, nonostante ciò, gli studenti fossero collegati in un lavoro di gruppo, dove ogni membro partecipava in modo creativo e co-creava storie documentarie che toccavano la loro situazione.

Non è secondario notare che la UNG Accademia delle Arti succede alla Famul Stuart School of Applied Arts, fondata nel 1994 da due artisti, Topolonauti. Ecco perché Postaja Topolove ha sempre rivestito un posto speciale da noi. L’Accademia è sempre stata molto attenta e consapevole delle nostre realtà sociali e geopolitiche. Trasferirsi da Lubiana e iscriversi all'Università di Nova Gorica, ai margini dello stato ( per 8 anni anche situata fisicamente oltre il confine, sul lato italiano) ha rappresentato per molti aspetti una pietra miliare per l’Accademia. Siamo stati otto anni a Gorizia, ma ora, soggiornando a Nova Gorica, continuiamo a vivere 'senza confini'. Pensiamo di contribuire ad arricchire il dialogo e le interazioni tra chi vive nelle due città e i loro residenti temporanei e di ciò abbiamo fatto anche una delle nostre attività principali.

http://au.ung.si

Limes - Lyme

Carlo Corazza, Udine

Topolò e le Valli sono un pozzo di meraviglie ma, come ogni luogo di montagna che abbia subito l’abbandono, ha un’ospite sgradito che nemmeno il più estremo animalista osa difendere: la zecca. Nella nostra area sono molte le persone che hanno subito le conseguenze del morso di questo microscopico insetto. Perfetta è quindi la proposta di Carlo Corazza, pianista e compositore cui la zecca ha cambiato completamente l’esistenza. Parlerà della malattia di Lyme che ad un certo punto della vita lo ha colpito interrompendone bruscamente la carriera, racconterà la sua esperienza e suonerà alcuni brani suoi.

Dopo il diploma di pianoforte e gli studi di composizione, si è perfezionato a Vienna e ha avuto un'intensa attività concertistica. Nel 2013 in seguito alla diagnosi della malattia di Lyme ha bruscamente interrotto l'attività concertistica che avrebbe dovuto vederlo impegnato in una lunga tournée. La disperazione per questa situazione ha scatenato una reazione, quella di dare suono ad idee musicali che turbinavano in testa da molto tempo. Nei molti anni passati alla ricerca di cure adeguate, trova nella composizione uno sfogo alla sua musicalità.

“ Mi voglio impegnare a sensibilizzare, con i miei brani, l'opinione pubblica nella conoscenza di questa malattia e delle patologie che da essa di sviluppano e grazie alla collaborazione con l’Associazione “Lyme Italia e coinfezioni”, di cui sono stato un socio fondatore, spero che qualcosa si muova nella ricerca e nella diagnosi”.

Come compositore ha scritto brani per pianoforte, orchestra e per diversi ensembles. Nel 2020 il suo disco Dreamer’s Landscape è stato premiato con la medaglia d’argento ai Global Music Awards in California fra migliaia di dischi da tutto il mondo nella categoria miglior Album e miglior Compositore. Pubblica le sue composizioni per l’etichetta Raighes Factory.

www.carlocorazza.com

Suole di vento

un documentario di Felice Pesoli
presentato da Gianfilippo Pedote
Italia; 2020; 81’

Goffredo Fofi non vuole essere considerato un intellettuale, però ha passato la vita a fondare riviste, scrivere libri, recensire film. Il film racconta il suo instancabile lavoro politico e culturale e i suoi incontri con figure illustri come Elsa Morante, Carmelo Bene, Danilo Dolci, Aldo Capitini, Totò, Luis Bunuel, Ada Gobetti, Raniero Panzieri, Pasolini, Fellini… Persone con cui «è stato bello litigare», ma con cui, in certi casi, è stato altrettanto bello riconciliarsi. E poi il ’68, i gruppi extraparlamentari, gli eccessi ideologici, la scoperta di nuovi scrittori e registi, il lavoro sociale come risorsa della politica. Dal profilo di un intellettuale eretico e di uno straordinario organizzatore culturale emerge una visione fortemente critica della società italiana, dei suoi meccanismi di potere, delle ingiustizie che la segnano.

Felice Pesoli (Milano) negli anni Ottanta ha diretto la rivista «Video Magazine» e nel 1990 è stato tra i fondatori della rassegna Invideo. Produttore e autore di programmi televisivi, ha lavorato come responsabile del palinsesto dei canali Stream e Tele+. Negli ultimi anni ha lavorato soprattutto come autore di programmi televisivi, realizzando la regia di diversi documentari per il programma Rai La storia siamo noi. Nel 2015 ha presentato il film Prima che la vita cambi noi al Torino Film Festival.

“Preghiera” per il paese di Topolò

Paolo Forte, fisarmonica

“Senza nulla togliere al duo, un'altra forma di espressione che amo è il solista, ove posso improvvisare cosa voglio e quando-quanto voglio, concedendomi il piacere di "farmi dirigere" dal luogo circostante e soprattutto dalle persone.

Mi è venuto quindi in mente di proporti un piccolo concerto-improvvisazione all'alba, o in notturna, ovviamente in acustico, per fisarmonica sola. Una "preghiera" collettiva che possa onorare quel bel posto.”

Nato nel 1988 studia fisarmonica dall’età di 8 anni. Diplomato in conservatorio prosegue ora con lo studio della musica etnica, folk e altri generi.

Ha collaborato con scrittori (Mauro Corona, Pino Roveredo, Paolo Rumiz, Angelo Floramo, Toni Capuozzo) e uomini di spettacolo ( Moni Ovadia, David Riondino, , Gioele Dix, Philippe Daverio, Alberto de Bastiani). Nel contesto del “Roland V-accordion festival 2012” ottiene il primo premio nazionale eseguendo pezzi di sua composizione e divenendo unico italiano per le finali mondiali di Roma, all’auditorium Parco della Musica, ove conquista il premio WebTv in qualità di esecutore più votato dal pubblico Suona nel quartetto multietnico Safar Mazì, incidendo il disco “Safar” e successivamente “Thalassa”. Incide “Al Buio”, album solista contenente brani originali scritti appositamente per lo strumento con cui li ha eseguiti. Ha composto la colonna sonora per il film “Menocchio” . Come solista ha partecipato a diversi festival in tutta Europa.

Oltre questo confine

Giorgio Parisi: clarinetto, clarinetto basso, voce; Paolo Forte: fisarmonica
in collaborazione con Kino Istra - Cinema Istria

Il duo si propone di reinterpretare brani della variegata tradizione musicale dell’est Europa, rileggendola attraverso il proprio bagaglio musicale, cercando di mettere in luce la complessità e l’infinita ricchezza ritmica e melodica di questo repertorio.
Le musiche proposte sono arrangiate per fisarmonica, che sostiene un accompagnamento mobile e flessibile pur concedendosi vari momenti solistici, ed il clarinetto che canta la melodia e, all’occorrenza, si presta a sostenere la voce della fisarmonica.
Il duo ama fare qualche incursione anche nel repertorio klezmer, la musica della cultura ebraica dell’Europa centro-orientale, caratterizzata spesso dall’utilizzo della lingua Yiddish per esprimere i dolori, i turbamenti e le gioie di tutti i popoli erranti.
Non mancheranno momenti più legati all’improvvisazione, estemporanea e non, per dare all’esecuzione ulteriori stimoli all’ascolto.

Giorgio Parisi nasce a Udine nel 1985 e si diploma in clarinetto nel 2003. Segue successivamente corsi di perfezionamento strumentale.
Compie studi musicologici all’Università di Roma Tor Vergata e sempre nella stessa città prende parte ai corsi di educatore musicale alla Scuola di Musica Popolare di Testaccio.
Svolge da svariati anni attività di insegnamento in asili nido, scuole dell’infanzia e scuole primarie, nell’ambito dell’educazione musicale, della musica e del movimento, e della ritmica. Si esibisce in diverse formazioni musicali.

Nato nel 1988, Paolo Forte studia fisarmonica dall’età di 8 anni. Diplomato in conservatorio prosegue ora con lo studio della musica etnica, folk e altri generi.
Ha collaborato con scrittori (Mauro Corona, Pino Roveredo, Paolo Rumiz, Angelo Floramo, Toni Capuozzo) e uomini di spettacolo ( Moni Ovadia, David Riondino, , Gioele Dix, Philippe Daverio, Alberto de Bastiani). Nel contesto del “Roland V-accordion festival 2012” ottiene il primo premio nazionale eseguendo pezzi di sua composizione e divenendo unico italiano per le finali mondiali di Roma. Incide “Al Buio”, album solista contente brani originali scritti appositamente per lo strumento con cui li ha eseguiti. Ha composto la colonna sonora per il film “Menocchio”. Come solista ha partecipato a diversi festival in tutta Europa.

Pleasure rocks, un video partecipato

Ideazione e regia di Titta C. Raccagni in collaborazione con Debora Vrizzi

La ricerca Pleasure rocks, che indaga la relazione della materia, tra organico e inorganico, umano e non umano, attraverso l’idea e l’esperienza del piacere e che l’anno scorso ha visto generarsi durante la Postaja un laboratorio, un'installazione visuale e una land specific, continua in questa edizione 2021: l’idea è quella di realizzare un video partecipato, aperto a chiunque abbia voglia di diventare corpo tra le rocce.

Titta Cosetta Raccagni, artworker transmediale.
Laureat* in Storia del Cinema, ha lavorato nel video nelle sue diverse forme, collaborando con Gabriele Salvatores, Alina Marazzi, Luca Bigazzi, Francesca Comencini, il team di Ridley Scott. Le sue opere filmiche sono sostenute da Filmmaker Festival. Da persona gender fluid negli ultimi anni ha focalizzato la ricerca principalmente sulle tematiche legate al genere e alla sessualità, ibridandosi con altri linguaggi artistici. Con Diario blu(E), opera autobiografica, ha partecipato al Torino Film Festival, Visions du Réel e nella forma installativa a Pergine Spettacolo Aperto. Dal 2015 si dedica al progetto Pornopoetica, che unisce il senso politico ed estetico del suo percorso personale ed artistico.

www.ticora.it
www.pornopoetica.org

DuelloDiPolisemia
topologia, semantica e... altre visioni

con Antonio Lerario (SISSA Trieste) e Stefano Quaglia (Universität Graz) arbitra Giacomo Pedini (Mittelfest)
una creazione Mittelfest nell'ambito di Mittelland per Stazione di Topolò / Postaja Topolove

Cosa ci fanno un arbitro, il mitologico Polisemo, e due duellanti, Morfema e Palindromo, nel borgo antico di Topolò? Ingaggiano una battaglia topologica e polisemica inedita, un duello in cinque sfide, il cui esito sarà decretato dal pubblico. Cinque frasi, all'apparenza assurde, in ogni caso ambigue, dense di parole anomale. Quale il senso di ognuna? Morfema lo svelerà dal punto di vista linguistico, Palindromo da quello matematico, ma alla fine il pubblico dovrà decidere il significato definitivo... ammesso che ci sia. Perché la meraviglia di ogni codice sta spesso nel suo fuggir di mano, o di lingua...

Il duello inaugura la collaborazione tra il Mittelfest di Cividale e la Stazione. Protagonisti ne sono Giacomo Pedini, direttore artistico del Mittelfest; Antonio Lerario, topologo, professore associato di Geometria e Fisica Matematica presso la SISSA di Trieste e Stefano Quaglia, dell’Istituto di Filologia Romanza dell’Università di Graz.

Predis. La nazione negata

un documentario di Massimo Garlatti Costa
Italia; 2019; 63’

La storia dell'indipendentismo friuliano nel corso del Novecento raccontata attraverso le figure di tre preti combattenti firuliani, Don Giuseppe Marchetti, Don Francesco Placereani e Don Antonio Bellina, che hanno cercato di destare la coscienza del loro popolo affinchè si riappropriasse della propria storia, cultura, lingua, ma soprattutto della propria identità. Anche nelle nostre Valli, il tentativo di salvare la lingua madre ha avuto come paladini molti parroci, che hanno difeso l’uso del dialetto e della lingua slovena nei periodi bui del fascismo e della guerra fredda.

Bello come l'altro lato del brutto: dare voce a uno spazio sonoro

Line Horneland, Stavanger
a cura dell’Ambasciata Norvegese di Topolò

L'installazione si basa esclusivamente sulla voce dell'artista. Un aspetto centrale quando lavoro su un'installazione come questa è l'influenza reciproca tra suono, spazialità ed esperienza di ascolto e se il viaggio che la voce compie attraverso la traiettoria artistica e di ritorno al pubblico, ha un potenziale per l'esperienza dell'individuo in una stanza condivisa .

"Il suo lavoro è composto come trame vocali polifoniche, basate su diversi strati di improvvisazioni. Piuttosto che comporre eventi drammatici nel tempo, Line Horneland compone situazioni che si dispiegano nello spazio. L'opera si ramifica in diverse installazioni sonore che possono essere ascoltate da più casse acustiche, adattate sensibilmente all’acustica dello spazio, dell’architettura e della luce, così come dalla presenza dell'ascoltatore nella stanza. Il suono attiva la stanza, invitando all'ascolto contemplativo ed interno - presente nella stanza e tra le voci”.

La norvegese Line Horneland (master in Discipline creative e Processi di Apprendimento della musica presso la Western Norway University of Applied Sciences), proviene dal settore musicale come cantante e lavora in diversi campi, dal jazz alla libera improvvisazione e ai loop. Evolve la sua ricerca in una pratica artistica concentrata sui paesaggi sonori vocali, dedicati ad installazioni interattive e a lavori.

www.linehorneland.no

SternenKlang (Il suono delle stelle)

Alessandro Fogar, Grado
in collaborazione con progetto Slow Light-Seeking Darkness, in cooperazione con Klanghaus e il supporto di Kulturstiftung Kärnten e Alpe Adria

SternenKlang è un'installazione generativa interattiva. L’autore ha progettato un sistema che può essere installato in un parco, un giardino, uno spazio pubblico, ma anche all’interno e si integra con l’ambiente sotto forma di intervento semi-permanente, in sintonia con l’universo.

Il sistema osserva virtualmente la volta celeste, seguendo in particolare la Luna e le stelle più luminose e, in base ai dati delle osservazioni, ricavati da mappe stellari e ricezione di dati via internet, genera eventi sonori sempre diversi, integrandosi discretamente con l’ambiente sonoro circostante.

Sternenklang è costituito da: un carillon stellare; suoni legati alla Luna; eventi innescati dalla ricezione dello Space Weather.

Siamo orgogliosi che sia proprio il cielo notturno di Topolò a inaugurare il canto delle stelle di Alessandro Fogar, che per questo progetto si è avvalso della collaborazione di Elio Corbolante.

SternenKlang è anche primo evento del progetto internazionale “Slow Light-Seeking Darkness”, in cooperazione con Klanghaus e il supporto di Kulturstiftung Karnten, che indaga il concetto di buio nella sua più larga accezione.

www.fogar.it

Incontro con Bronja Žakelj e Michele Obit

presentazione di Belo se pere na devetdeset (Beletrina, 2018)
Il bianco si lava a novanta (Bottega errante, 2019)
a cura del Kulturno Društvo “Ivan Trinko” di Cividale

Bronja Žakelj (1969) si è laureata in giornalismo, oggi lavora nel settore bancario. Il suo romanzo d’esordio Belo se pere na devetdeset (in italiano è stato pubblicato da Bottega errante con il titolo Il bianco si lava a novanta, con la traduzione di Michele Obit) nel 2019 si è aggiudicato il premio Kresnik con il quale il quotidiano sloveno Delo premia il miglior romanzo dell’anno. Il libro ha avuto sei ristampe e venduto, in Slovenia, oltre 16mila copie. Si tratta di un romanzo autobiografico nel quale l’autrice descrive la propria infanzia, la perdita della madre e del fratello, la sua lotta contro il cancro.

Sull’inforestarsi: storia di Ultima che diventa bosco

Tavole con video, racconto e disegno: di Titta C. Raccagni in collaborazione con Elena Rucli

La sera del 22 aprile, il giorno seguente l’arrivo a Topolò e dopo tutti i mesi faticosi passati a Milano nell’incertezza pandemica e nella sua forzata clausura, Ultima, la mia canina di 15 anni, segugio dal pelo maculato e dal fiuto sopraffino, è partita da casa per il suo giretto serale. E non è più tornata. Nei giorni senza tempo della ricerca, nonostante la disperazione e la tristezza, ho provato fin da subito anche un senso di meraviglia e gratitudine: non solo per la vita passata insieme, ma anche per questa sua scelta di inforestarsi. Sono grata a Ultima per questo finale aperto e tutto animale da cui imparare ancora una volta: il suo corpo nei boschi di Topolove, via dall’antropocentrica e paradossale ospedalizzazione, il suo corpo nei boschi a primavera, quando la vita si prende tutto lo spazio e la morte non è che una sua continuazione.

Titta C. Raccagni è un artist* che si è format* nel cinema e nel video, ha un’identità fluida nella vita e nella ricerca, è attivista. Partecipa a festival di cinema così come di arti performative. Il suo ultimo lavoro filmico “Diario Blu(e)” è stato presentato anche al Torino film festival e alla Postaja Topolove 2019. Vive di base a Milano ma ha vissuto in tanti altri posti.

www.ticora.it
www.pornopoetica.org

Il quotidiano innamoramento

rito sonoro di e con Mariangela Gualtieri
con la guida di Cesare Ronconi

Il quotidiano innamoramento dà voce ai versi di Quando non morivo, ultimo libro einaudiano di Mariangela Gualtieri, li intreccia ad altri del passato e compone tutto in una partitura ritmica ben orchestrata. Il tentativo resta quello di rendere ciò che Amelia Rosselli chiamava ‘incanto fonico’, quel bagno acustico che sprofonda ognuno in se stesso e allo stesso tempo tiene viva e affratellata la comunità dei presenti. Tutto muove dalla certezza che la poesia attui la massima efficacia nell’oralità, da bocca a orecchio, in un rito in cui anche l’ascolto del pubblico può essere ispirato, quanto la scrittura e quanto il proferire della voce.

cura e ufficio stampa Lorella Barlaam
produzione Teatro Valdoca
con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Cesena
www.teatrovaldoca.org

Mariangela Gualtieri è nata a Cesena, in Romagna. Si è laureata in architettura allo IUAV di Venezia. Nel 1983 ha fondato, insieme al regista Cesare Ronconi, il Teatro Valdoca, di cui è drammaturga. Fin dall’inizio ha curato la consegna orale della poesia, dedicando piena attenzione all’apparato di amplificazione della voce e al sodalizio fra verso poetico e musica dal vivo.
Molti i testi pubblicati, i più recenti :Beast of joy. Selected poems (Chelsea Editions, New York, 2018), coautrice – con Cesare Ronconi e Lorella Barlaam - dell’Album dei Giuramenti/Tavole dei Giuramenti (Quodlibet, 2019) di Teatro Valdoca, Quando non morivo (Einaudi, 2019).

Ti porto al sicuro. Trieste e l’emigrazione ebraica

un progetto ideato da Tommaso Chiarandini
Cosimo Miorelli, live painting; Davide Casali, clarinetto; Manuel Figheli, fisarmonica; Roberta Colacino e Maurizio Zacchigna, voci narranti

Il progetto, finanziato dalla Regione Friuli Venezia-Giulia e curato dallo storico Tommaso Chiarandini, si pone l’obiettivo di valorizzare il ruolo del porto di Trieste in relazione all’emigrazione ebraica europea tra Ottocento e Novecento, attraverso un approccio multidisciplinare che renda fruibile il tema a un pubblico più largo. Fonti e testimonianze storiche inedite verranno rese accessibili attraverso le modalità di storytelling multimediale del live painting e dei video di animazione. L’Associazione Topolò-Topoluove è capofila del progetto; suoi partners sono il Museo della Comunità di ebraica di Trieste “Carlo e Vera Wagner”, l’Università di Trieste-Dipartimento di Studi Umanistici, l’Associazione “Amici di Israele” di Gorizia e Židovska obcina Rijeka (Comunità ebraica di Rijeka). La performance di Topolò ospita l’evento di apertura che avrà altre tappe a Gorizia, Trieste e Rijeka.

Danzare la foresta

Barbara Stimoli, Milano

Danzare la foresta è un laboratorio partecipato, rivolto a bambine/i e adulti.
Useremo per lo più il movimento come linguaggio per comunicare tra noi e con gli altri esseri del bosco: animali, fiori, insetti, alberi, funghi, licheni..
Guarderemo il mondo come se lo vedessimo per la prima volta, con lo stesso incanto, ma viaggeremo oltre i limiti dello sguardo, verso l’ascolto di ogni singola traccia e suono. Con discrezione apriremo tutti i nostri sensi per esplorare lo spazio bosco.
Faremo una danza per celebrare le alleanze con tutti gli altri esseri viventi visibili e invisibili. Saremo Foresta.

Barbara Stimoli è danzatrice e coreografa. Si è formata all’Accademia Isola Danza diretta da Carolyn Carlson e con figure della danza e del teatro internazionali. Ha una lunga esperienza di danza negli spazi urbani, iniziata danzando in spettacoli della compagnia Arearea di Udine. Per molti anni ha collaborato con la compagnia Tpo di Prato, in tour internazionali, con spettacoli interattivi e laboratori di movimento per bambine/i e ragazze/i di diverse nazionalità, fasce d’età e abilità. Ha lavorato come interprete, e co-autrice e assistente con Arearea, Virgilio Sieni, Stefano Questorio e vari collettivi artistici. A partire dalla ricerca Pleasure Rocks si dedica all'esplorazione delle alleanze multispecie.

www.pornopoetica.org

Da tutto il mondo a Topolò

Veronika Vitazkova, Vienna-Bratislava

                                Veronika Vitazkova, torna dopo 10 anni alla Stazione portando con sé flauti e strumenti a fiato provenienti da tutto il mondo: dal comune flauto traverso al giapponese shakuhachi, dal dukuk armeno agli slovacchi koncovka, fujara, gajdica, dvojacka, dal love flute dei nativi americani al moseno boliviano, lo zurna turco, il bansuri indiano, il whistle irlandese e altri. Brevi concerti, improvvisazioni. Il suono giusto sempre al momento giusto.

  Veronika Vitazkova è una flautista slovacca con sede a Vienna che trasmette fluentemente il suo amore per la musica attraverso diversi generi, stili e strumenti a fiato provenienti da tutto il mondo.
Artista versatile, introduce strumenti tradizionali semidimenticati sul palcoscenico internazionale, ed è costantemente fonte di ispirazione, portando nuove conoscenze al suo pubblico.
Musicista classica flessibile, è regolarmente invitata a suonare e in tournée con importanti ensemble e direttori come la Wiener Volksoper Orchestre, la Vienna Chamber Orchestra e il compianto Ennio Morricone. Numerose le colonne sonore (per Netflix e BBC) alle quali ha partecipato, sia come musicista solista che come orchestrale.

veronika-vitazkova.com

Trattato di medicina in 19 racconti e 1/2.

incontro con lo scrittore Arben Dedja

Arben Dedja (Tirana, 1964) si è laureato in Medicina e Chirurgia nella sua città natale.
Dal 1999 vive e lavora in Italia. In Albania ha pubblicato tre libri di poesie e tre di racconti. Con il suo secondo libro di racconti in albanese, “Histori (e)skatologjike”, ha vinto il Premio “Autore dell’Anno” nella Fiera del Libro di Tirana (2014). Ha inoltre pubblicato otto libri di traduzioni. Di questi, dall’italiano ha tradotto è pubblicato: “Poesie scelte” di Umberto Saba, “Poesie scelte” di Attilio Bertolucci, “Tutte le poesie” di Guido Cavalcanti e “La sinagoga degli iconoclasti” di J. Rodolfo Wilcock. In Italia ha pubblicato due libri di poesie e due di racconti, auto-traducendosi dall’albanese. Scrive anche direttamente in italiano. Il suo ultimo titolo in italiano è: “Trattato di Medicina in 19 racconti e ½” (Vague Edizioni, 2020), che raccoglie i suoi testi in prosa con tema la medicina che oggi presentiamo.

Socrates. L’immortalità della rivolta

una graphic novel di Marco Gnaccolini e Cosimo Miorelli,
editore BeccoGiallo.


Un racconto corale sulla storia del calciatore, medico e rivoluzionario brasiliano Socrates, capitano del Corinthias e fondatore della Democrazia Corinthiana, la squadra di calcio che sfidò la dittatura militare brasiliana.

Marco Gnaccolini, Nasce a Venezia nel 1985, si laurea nel 2015 in drammaturgia all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma. Fondatore e drammaturgo della compagnia teatrale Woodstock Teatro. Lavora come drammaturgo nell’opera lirica Il suono giallo per la regia di Franco Ripa di Meana, vincitore premio Abbiati come “miglior novità italiana 2015”.
Ha scritto Lear / del conflitto generazionale (2013), spettacolo vincitore del Premio OFF#4 del Teatro Stabile del Veneto. Attualmente collabora con Cosimo Miorelli nella realizzazione di graphic novel.

Cosimo Miorelli, artista visivo / illustratore / live performer con sede a Berlino che spazia dalle pubblicazioni editoriali alle produzioni video. “La mia ricerca attuale si concentra sulla narrazione dal vivo, combinando musica e pittura digitale in live-set unici.
Ho dipinto dal vivo ed esposto le mie opere in festival, musei, progetti e sedi in Italia, Slovenia, Germania e Belgio, estendendo le mie collaborazioni anche a produzioni cinematografiche e documentaristiche, musei e spettacoli musicali”.

www.cosimomiorelli.com

Incontro con Irena Cerar

presentazione di Potepuški okruški, kako sem hodila po robu (Buča, 2021)

Scrivere coi piedi

Paolo Rumiz, Trieste
con Cosimo Miorelli, Berlin

Lo scrittore e viaggiatore Paolo Rumiz è vicino alla Stazione fin dalle prime edizioni, tanto che per noi è sempre stato un Topolonauta doc. Quest’anno, per la prima volta, partecipa in prima persona presentando un suo testo ancora inedito, in versi. Poesia è poiésis, fare, ma è anche (talvolta soprattutto) ritmo, e il ritmo è alla base del camminare. I passi determinano il ritmo, il ritmo se gli si dà voce, parola, sfocia in poesia. Questo e altro è “scrivere coi piedi”. Il libro in uscita recherà le illustrazioni di Cosimo Miorelli, qui impegnato in un live painting.
Paolo Rumiz è nato a Trieste. Di professione giornalista, è stato inviato speciale del quotidiano Il Piccolo di Trieste. Successivamente ha iniziato a collaborare con la Repubblica, in qualità di editorialista. A partire dalla metà degli anni Ottanta si è interessato in particolare degli eventi accaduti nell’area dei Balcani e nell’area danubiana. Ha documentato la guerra dei Balcani, seguendo le diverse fasi del conflitto, prima in Croazia e poi in Bosnia ed Erzegovina. Autore di numerose opere, ha scritto numerosi reportage in cui racconta dei numerosi viaggi da lui compiuti sia per lavoro sia per piacere personale.

Cosimo Miorelli, artista visivo / illustratore / live performer con sede a Berlino che spazia dalle pubblicazioni editoriali alle produzioni video. “La mia ricerca attuale si concentra sulla narrazione dal vivo, combinando musica e pittura digitale in live-set unici.
Ho dipinto dal vivo ed esposto le mie opere in festival, musei, progetti e sedi in Italia, Slovenia, Germania e Belgio, estendendo le mie collaborazioni anche a produzioni cinematografiche e documentaristiche, musei e spettacoli musicali”.

incontro con Mariangela Gualtieri e Cesare Ronconi

presentazione di Album dei Giuramenti e Tavole dei Giuramenti
di Teatro Valdoca (Quodlibet, 2019)

Un libro d’arte in due volumi per imprimere sulla carta versi e immagini oltre il palcoscenico teatrale. Un’opera che nasce per condividere con il lettore i tratti dell’intensa avventura artistica che ha portato alla creazione dello spettacolo Giuramenti e soprattutto per fissare quanto si è depositato nei tre anni di lavoro, in pensieri, versi e immagini.
Due i tomi che compongono la pubblicazione, edita da Quodlibet: Album dei Giuramenti, con una parte teorica a cura di Lorella Barlaam e il testo originale dello spettacolo di Mariangela Gualtieri, e Tavole dei Giuramenti, con inedite tavole sinottiche create dal regista Cesare Ronconi. Giuramenti, che ha debuttato nell’aprile 2017, è il frutto di due anni di incontri e seminari, culminati con la formazione da parte del regista di un gruppo di dodici giovani attori. Con loro il regista ha condiviso, negli spazi e nel verde di L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, tre mesi di vita in comune; prove teatrali, canto, studio, quotidiane incursioni nel bosco, che hanno portato alla formazione di un «corpo di corpi», cioè di un coro teatrale caratterizzato da «empatia, impasti profondi che lo generano e lo tengono in vita». Nella prima parte dell’Album dei Giuramenti sono contenute le riflessioni di Lorella Barlaam intorno ai temi che hanno segnato i passaggi chiave di quanto vissuto insieme, agganciando il presente all’arcaico, il quotidiano alla tradizione dei classici e dei maestri contemporanei.
Ed è proprio prendendo ispirazione dalle lezioni di Barlaam e dal lavoro del regista che ogni giorno Mariangela Gualtieri presentava i suoi versi, scritti durante la notte, alla «comunità teatrale animale», versi che compongono il testo di Giuramenti e sono raccolti nella seconda parte del primo volume, seguiti dalla traduzione in inglese di Cristina Viti.
Nel secondo tomo, Tavole dei Giuramenti, sono riportate alcune visioni delle prove, del lavoro e della vita comune, una elaborazione di fotogrammi che Ronconi ha passato al banco ottico, in una sequenza che restituisce la cifra dell’avventura vissuta. In questo secondo tomo c’è il tentativo di rievocare l’aspetto esperienziale del lavoro, la magia naturale di un luogo che ha quasi spontaneamente dato alla luce un obliquo culto di quella completezza «divina» potenzialmente accessibile a ognuno di noi, ma sfuggente.

Cesare Ronconi, dopo la laurea in Architettura allo IUAV di Venezia, fonda nel 1983 a Cesena, insieme a Mariangela Gualtieri, poeta e drammaturga, la Compagnia Teatro Valdoca. La scrittura registica di Ronconi ha due elementi fondanti: l’attore, inteso come corpo glorioso e fonte prima di ispirazione e il verso poetico. Il ruolo centrale dell’attore porta in primo piano il magistero pedagogico di Ronconi, che per ogni spettacolo forma gli interpreti, portando così a maturità professionale molti giovani esordienti e fondendo poi il loro lavoro con quello di attori più esperti. Ogni sua opera è anche genesi di un inedito testo scritto da Mariangela Gualtieri, che prende vita nel fuoco delle prove e sotto la suggestione dei vari interpreti. Nell’ultimo decennio ha condotto vari Corsi Europei di Alta Formazione per l’Attore. Sono molti gli spettacoli teatrali da lui diretti. Nel 2017 lavora a una nuova grande opera, Giuramenti, frutto di tre mesi ininterrotti di lavoro, tra prove e vita in comune. Un grande affresco che tenta un modo radicale, plenario e arcaico di fare teatro, e torna al cuore del lavoro trentennale della compagnia. Il passo successivo è Il Seme della Tempesta. Trilogia dei Giuramenti, progetto speciale che, dopo il debutto in apertura del Napoli Teatro Festival Italia (giugno 2018), è approdato nel maggio 2019 all’Arena del Sole di Bologna.

Il misterioso libro di Topolò di Davide Casali

edizioni centoParole

Davide Casali racconta di un libro misterioso che per molti anni era sparito dalla circolazione. Molti sostengono che questo libro sia cabalistico e che possa, con il suo potere, vincere gli eserciti. Le possibilità di usarlo come un’arma di distruzione sono quindi reali. Di certo il libro fu a Topolò, forse a Trieste...

Davide Casali, musicista, compositore, direttore d’orchestra, studioso di cultura ebraica, è qui in veste di scrittore. Sue sono le ricerche che hanno portato alla scoperta della comunità ebraica che visse a Topolò fino ai primi anni del XX secolo.

Canary Pipe

Irene Brigitte, voce e chitarra acustica
Ilaria Fantin, arciliuto e voce

I Music Club sono sempre più frequenti nella Londra del fine ‘600, in un contesto dove la pratica e la fruizione della musica cosiddetta "colta" usciva dalla corte. Il concerto non era quindi più per pochi eletti ma per quelli che desideravano ascoltarla, magari sorseggiando una bevanda in compagnia. Questo è lo spirito con cui Irene Brigitte e Ilaria Fantin propongo un repertorio che tocca in gran parte il ‘600 ma che raggiunge i club dei giorni nostri. Diversi sono infatti gli incontri tra il mondo del cantautorato-folk e la musica antica che in questo concerto verranno raccontati e interpretati. Un repertorio che riporta in luce le figure di grandi compositori barocchi e le confronta con importanti esponenti del nostro secolo (Nick Drake, Beatles, David Bowie..), raccontandone le connessioni.
Un duo nato da poco che vanta, di recente, la partecipazione alla Stanza della Musica di Rai Radio3.

Irene Brigitte, dal 2013 comincia ad approfondire la musica antica e si iscrive al Corso di canto rinascimentale e barocco del Conservatorio Pedrollo (Vicenza). Ha cantato come solista e corista in diverse rassegne tra cui Mese della Musica al Duomo di Milano, Conversazioni al Teatro Olimpico di Vicenza,Trento Musica Antica, Hausmusik – Wunderkammer, Antichi Suoni alle Gallerie d'Italia e Itinerari cameristici di Trento. Ha inoltre preso parte alla nuova edizione della messa “Se la face ay pale” di Guillaume Du Fay, diretta da Claudia Caffagni, pubblicata nel 2017 da Amadeus.

Ilaria Fantin si è laureata in liuto presso il Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio A. Pedrollo di Vicenza, ha terminato la specializzazione con il massimo dei voti al Conservatorio E.F.dall’Abaco di Verona. Svolge intensa attività concertistica in Italia e all’estero, interessandosi ai vari aspetti della musica antica attinenti al proprio strumento, ed eseguendo brani che vanno dal periodo medievale a quello rinascimentale e barocco. Ha partecipato ad importanti festival in tutta Europa. Lavora come unica musicista allo spettacolo ‘Il Sangue’ con il regista Pippo Delbono e la cantante Petra Magoni. Ha un progetto in duo con Petra Magoni e un repertorio di musica sacra che ha debuttato con due concerti a Quito, in Ecuador, oltre al duo di musica tradizionale Quintana, con la strumentista praghese Katerina Ghannudi all’arpa tripla e voce.

Jubilaeum_40

solo per percussioni di Zlatko Kaučič

Il percussionista sloveno Zlatko Kaučič festeggia, nel 2018, i 40 anni di attività. Per capire quale sia stato, e sia, il livello della sua attività basta scorrere i nomi dei musicisti con i quali ha collaborato: Paul Bley, Steve Lacy, Thelonius Monk Project Enrico Rava, Gianluigi Trovesi, Albert Mangelsdorff, Keeny Wheeler, Alexander Balanescu, Paul McCandless, Trevor Wats, Marc Ribot, Greg Cohen, Saadet Türköz, Peter Brötzmann, Evan Parker, Phil Minton, Joëlle Léandre, Paolo Fresu,, Misha Mangelberg, John Patitucci e moltissimi altri. Negli ultimi anni si è dedicato con passione alla didattica, creando scuole di musica e gruppi musicali interfrontalieri. Della sua opera didattica ha beneficiato, alcune edizion fa, anche la Stazione grazie a un cantiere per ragazzi basato sull'idea del corpo come strumento.
Il solo per percussioni è appositamente ideato per Topolò.

www.kaucic-zk.si

Remains - Confessions to the Ghosts

di Niko Novak e Matevž Jerman

Lo sguardo del poeta al suo mondo che svanisce. Una storia di fantasmi in undici canzoni. Remains - Confessions to the Ghosts è un album musicale che esiste esclusivamente come film sperimentale. È anche un collage sperimentale che cerca di trovare la sua narrativa attraverso il filmato inutilizzato di un altro film, Mama di Vlado Škafar (su cui Niko Novak ha lavorato come scenografo). Il risultato intreccia immaginario impressionista e poesia in un racconto di ricordi, relazioni, bellezza e morte. Mama è un film che ha visto coinvolto Topolò e che, potremmo dire, è anche figlio di Topolò e della Postaja. Di Topolò è una delle due attrici principali, Vida Rucli. E ancora, parte delle riprese, le suggestioni e altri "attori non protagonisti" conosciuti alla Stazione dal regista Vlado Škafar.

Metamorfosi

concerto per arpa di Emanuela Battigelli

In una piovosa sera del luglio 1997, in un fienile di Topolò, la Stazione ospitò il primo concerto pubblico di una giovanissima arpista friulana. Alla sua domanda se qualcuno fosse in grado di leggere la musica per girare le pagine degli spartito, si alzò un uomo dal fondo del fienile che svolse correttamente quell'incarico per tutto il concerto: era Alvin Curran. Ventuno anni dopo, carica di successi ed esperienze, Emanuela ritorna a Topolò con un programma che comprende anche due prime esecuzioni assolute.

Emanuela Battigelli è nata a Gemona del Friuli nel 1980. Ha avuto il privilegio di collaborare come arpista di alcune fra le più importanti orchestre a livello mondiale quali Berliner Philharmoniker, London Philharmonia ed Orchestra del Teatro alla Scala, sotto la direzione di Maestri come Daniel Barenboim, Simon Rattle e Kirill Petrenko. La sua carriera solistica e cameristica l'ha portata a suonare in prestigiose rassegne come Festival di Aix en Provence, Verbier Festival e Biennale di Musica Contemporanea di Gerusalemme, ed eseguire concerti per arpa ed orchestra insieme all' Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, The Israel Chamber Orchestra ed altre. Nel 2013 ha eseguito in prima esecuzione assoluta per Radio RAI brani originali per arpa di Germaine Tailleferre. Nel 2014 la casa discografica Artesuono ha pubblicato l'album digitale Tailleferre - Britten – Hosokawa che include la prima registrazione assoluta di lavori per arpa di Germaine Tailleferre e delle Two Japanese Folksongs per arpa di Toshio Hosokawa. Dal 2015 collabora con l'Ensemble Prometeo, eccellenza italiana nell'ambito della musica contemporanea.

Il cerchio del suono armonico

Björk Viggósdóttir - Kopagovur (IS)

A Topolò Björk Viggósdóttir cercherà l’armonia ed il contrasto tra natura e tecnologia creata dall’uomo. E la frequenza del suono armonico della natura. In una forma lirica meditativa, lo spettatore potrà guardare ed interagire con l’ambiente sonoro, la natura e le creazioni umane. Con il suo lavoro artistico, Björk crea un dialogo sul rapporto tra natura e tecnologia. Il progetto si concentra sulla natura, sulla tecnologia creata dall’uomo ed esplora l’armonia ed il contrasto tra le due. Lo spettatore completa la scena poetica. Björk Viggósdóttir confida nello spettatore e la sua capacità di visualizzare questa poesia e chiudere il cerchio.

Bjork Viggosdottir vive e lavora a Reykjavik. Ha conseguito una laurea triennale in Arti Visive alla “Iceland Academy of the Arts” (Accademia d’arte islandese) nel 2006 e conseguito un master in “applied cultural media”. Ha esposto in diversi Paesi, partecipando a mostre collettive in America, Europa, Asia e Sud America. Opera con media diversi, combinandoli insieme, cosicché lo spettatore possa utilizzare tutti i sensi per sentire/provare l’opera d’arte. Nei lavori precedenti, Viggósdóttir ha creato installazioni che evocano certe percezioni dello spazio. Spesso, queste richiedono la partecipazione dello spettatore stimolandolo a ritirarsi dalla logica del pensiero e della realtà tangibile e a liberare l’immaginazione.

Notturno

Sandro Carta, tromba ed elettronica

Sandro Carta, nato a Nuoro, segue corsi di tromba con Paolo Fresu per poi trasferirsi nelle Valli del Natisone nei primi anni Novanta. La sua musica spazia dall'improvvisazione al jazz all'oberkrajner. Ha suonato con numerosi musicisti e performers e inciso dischi con Al Margolis, Tribil Trio, Antonella Bukovaz. Vive a Iesizza. Notturno è espressamente pensato per la Stazione di Topolò.